zondag 24 juli 2011

Parole parole parole che soffiano nel vento

" Logos significa parola, discorso, lingua, racconto. Si connette al verbo lego, che indica le azioni del raccontare, del parlare; ma anche , già in Omero, del mettere insieme, del raccogliere, del disporre le cose l'una accanto all'altra secondo un ordine razionale, dello scegliere con attenzione. Nella letteratura filosofica greca il significato di logos si allarga a indicare le parole che distinguono le cose tra loro, i rapporti esistenti fra le cose.
Ma è anche la frase costruita nel rispetto dell'ordine e della ratio grammaticale , una struttura coerente del pensiero in cui l'ordine delle parole rispecchia l'ordine delle cose . Secondo Aristotele, il logos è proprio dell'essere umano, perché solo l'essere umano parla e capisce .
Il logos - la parola , il pensiero, la capacità di scegliere, l'abilità di raccontare - distingue l'uomo da tutte le altre creature viventi. "

tratto da 'La manomissione delle parole' di Gianrico Carofiglio
p.60, ed. Rizzoli  - ISBN 9788817043687

Ne ho già parlato / scritto in un mio vecchio post qui . Questo libro di Carofiglio mi è piaciuto .
Un saggio(*) interessante su uso, abuso , manipolazione , significato delle parole , sullo scomporre e ricomporre le parole e il loro significato , parole come vergogna,giustizia,ribellione, bellezza, scelta. 
Tanti i riferimenti all'attualità politica italiana, ma per fortuna non si limita a questo .
Tanti le citazioni , dai classici della letterature alle parole di Obama e Dylan.   
Un libro che offre diversi spunti per aprire un dialogo , una conversazione , uno scambiare di idee, pensieri , opinioni .
(*) Forse non proprio un vero saggio, piuttosto uno sperimento , un gioco come ha detto lo scrittore .





Parole, parole, parole , tante domande, poche risposte
'La risposta soffia nel vento ' come cantavano Joan Baez e Bob Dylan
blowin' in the wind  versione acustica di Bruce Springsteen

zondag 17 juli 2011

mosselen - friet oppure un famoso piatto della cucina belga


Ogni anno, inizio luglio, tanti appassionati  delle cozze - mosselen - moules non vedono l'ora che comincia la nuova stagione .  Mosselen - friet /  moules-frites è uno dei piatti più tipici delle nostre regioni ed è il piatto preferito di tanti belgi , che siano fiamminghi, valloni o bruxellesi .
Le cozze vengono  però dall'Olanda . Le più grandi coltivazioni si trovano in Zweews-Vlaanderen , una provincia dei Paesi Bassi confinante con il Belgio.
Varie sono le preparazioni : 'nature' , al vino bianco, con panna, al dragoncello, alla birra , alla provenzale , ... insomma secondo l'ispirazione del cuoco.
A me piace però la versione più semplice : 'mosselen natuur'
Ricetta semplicissima : in una pentola si fa rosolare della cipolla e del sedano in un po' di burro o olio , aggiungere le cozze , una foglia di lauro e un po' di pepe . Far cuocere per una decina di minuti finché le cozze non si siano appena aperte, scuotendo la casseruola di tanto in tanto e ...pronto !
E non dimenticare la salsina : si diluisce della maionese con un po' di acqua di cottura delle cozze , aggiungendo eventualmente un po' di senape e/o panna di cucina.
Da mangiare con le patatine fritte 'fatte in casa' .
La tradizione in Belgio consiglia  come bevanda una bella birra bionda  .
Io , però, preferisco un vino bianco fresco e leggero , tipo sauvignon blanc o un Muscadet-sur-lie .
Buon appetito !

Pare che fosse anche il piatto preferito di Jacques Brel .
platprefere jacques-brel
A Gent ( Gand ) nel museo SMAK si trova 'De grote mosselpot '-'Grande Casserole de Moules ', un'opera dell'artista belga di arte concettuale Marcel Broothaers (1924-1976)http://nl.wikipedia.org/wiki/Marcel_Broodthaers

woensdag 13 juli 2011

Il buratto

foto Lisiane 5/2011 Badia a Coltibuono

Durante la nostra visita alla Badia a Coltibuono ( Gaiole in Chianti - Toscana ) 
 la simpatica guida ci ha mostrato
questo vecchio attrezzo agricolo : il buratto .
La parola viene anche usata nel dialetto toscano per indicare
una persona  che parla a raffica .
Il rumore del buratto in azione assomiglia effettivamente  
al ciarlare , al chiacchierare senza fermarsi di una persona .


La definizione sul dizionario Treccani :
*Macchina usata per separare la farina dalla crusca, che può avere forma di cilindro ricoperto di tele di varia fittezza, oppure di staccio piano dotato di moto oscillante.*

*fig., tosc. Di persona che ciarla senza tregua: essere, parere un b.; avere in corpo un buratto.*

Non sapevo che fosse anche  il simbolo dell’Accademia della Crusca

*È il simbolo dell’Accademia della Crusca (all’epoca della fondazione di questa, chiamato peraltro frullone); quindi, per metonimia scherz., l’opera di vaglio linguistico ch’essa compiva: le belle frasi passate dal b. (Giusti).*

http://www.treccani.it/vocabolario/buratto/

http://www.coltibuono.com/

http://www.accademiadellacrusca.it/

zaterdag 9 juli 2011

Un qualsiasi sabato sera in luglio

foto mawi 9/7/2011  
   Meno male che i fiori in giardino
 danno un po' di colore
a questo sabato noioso.

 
  

zondag 3 juli 2011

Estate


"Dice la cicala al cicalino:

il grano al padrone e la paglia al contadino"

(detto romagnolo )

foto mawi estate 2010 Cennina-Bucine

maandag 27 juni 2011

Picnic a Tervuren

foto mawi Afrikamuseum en Park van Tervuren 26/6/2011

Ieri ero invitata ad un picnic per festeggiare il compleanno di un amico.
Luogo dell'incontro : il parco di Tervuren, uno spazio verde nella periferia di Bruxelles .
Ognuno aveva portato qualcosa da mangiare e /o qualcosa da bere .
Insalata di riso, pasta freddo ai pomodorini ,mozzarella e olive, quiche, tramezzini al tonno , macedonia di frutta , ciliegie, albicocche, varie torte e da non dimenticare la pastiera napoletana , piatto forte del festeggiato !
Qualche bollicino, un po' di vino e delle buone birre belghe per accontentare tutti i palati.
Bello incontrarsi con gli amici e farsi una bella chiacchierata , ma anche molto interessante incontrare nuova gente in un ambiente internazionale.
Mi sono goduta la giornata !
La sera al ritorno , però, mi è venuta la nostalgia .
Ricordi di tanti anni fa mi giravano nella testa .
Da bambina , mio zio ,che in quel tempo lavorò per la Marina belga e abitò a Woluwe ,
vicino a Tervuren,mi portò per la prima volta al Museo dell'Africa .
Dopo il Museo fu anche meta di varie gite scolastiche .
Già, Congo - dopo Zaire, fa parte della storia del Belgio e il Museo dà anche una interessante impressione della fauna e della flora dell'Africa .
Fine anni '70 , al Parco di Tervuren ci sono spesso venuta in bici . Non dista tanto lontano dal paese dove ho vissuto la mia gioventù. Si parte da Oud-Heverlee, si scende verso la valle del Dijle , poi tra i campi , scendendo e salendo si passa Leefdaal per arrivare poi a Vossem e all'entrata del Parco, proprio vicino al posto dove ieri abbiamo fatto il picnic.

http://www.natuurenbos.be/nl-be/domeinen/vlaams-brabant/park_van_tervuren.aspx#leesmeer
http://www.africamuseum.be/home?set_language=en&cl=en


La Geuze è una birra tipica bruxellese , e anche nei nomi delle birre belghe Magritte non è mai lontano . Mort Subite - Morto Subito ;-)

"La Mort Subite Gueuze, è una birra ambrata, prodotta secondo la tradizione originale Lambic con una fermentazione spontanea fatta a base di mosto, di frumento e di luppolo. Questa birra artigianale ha una lenta maturazione in barili di quercia. Ha un gusto agro dolce, forte e molto rinfrescante. Con un contenuto d'alcool del 4,5% (vol). " (Wikipedia)

http://it.wikipedia.org/wiki/Birra_belga

zaterdag 18 juni 2011

eclissi lunare

I fenomeni della natura continuano a meravigliarmi. Così anche l'eclissi lunare della settimana scorsa .
Peccato che non fossi più in Toscana per osservarla . Lì , almeno sulla nostra collina , c'è meno "inquinamento luminoso " che qui in Belgio . A me piace guardare in alto e ammirare le stelle del firmamento e le varie fasi della luna.


foto mawi Schoten (B) 15/6/2011
'Guarda che luna '

"La notte aveva avvvolto con il suo fresco velo i boschi e i prati
già da qualche ora quando una luna enorme si alzò ad est
iniziando ad illuminare con discrezione la metà del pianeta
opposta al sole.
Lunghe ombre si formavano ai piedi degli alberi in mezzo ai campi umidi di guazza dove i contadini avevano da poco raccolto il fieno. "

tratto da 'Guarda che luna' : un bel racconto di Massimo Burioni pubblicato sul suo ultimo libro 'Otto più uno' ( p. 87-88 )