dinsdag 6 september 2011

Fichi freschi


"I frutti del fico hanno anche buone proprietà salutari, così raccontate dal georgofilo Antonio Targioni Tozzetti nel suo Corso di Botanica medico-farmaceutica (Firenze, 1847): “… seccati che siano i fichi, oltre il servir di cibo, il popolo gli adopra per farne un decotto con giuggiole ed altri frutti secchi, come medicamento espettorante nelle bronchiti, nelle tossi … Riescono lassativi, ed entrano in certe composizioni purgative dei vecchi ricettarj. Usavansi in cataplasma per applicarsi sulle ulceri e piaghe di vario genere, e ciò fin da antico tempo … il latte di fico posto subito sulle punture dei ragni ne impedisce i cattivi effetti. … I rami e le foglie dei fichi, se si incidono, gemono un sugo latteo caustico e di sapore piccante, il quale è impiegato a corrodere le verruche e le escrescenze della pelle.”

    (foto mawi estate 2011 Sogna-Val d'Ambra - Toscana)

A me piacciono moltissimo i fichi , soprattutto colti e mangiati freschi freschi dall'albero.



 



 

dinsdag 23 augustus 2011

la raccolta del fieno

foto mawi Val d'Orcia - 8/2011

Mi ricordo di quelle estati che trascorsi da bambina dai nonni , contadini modesti che vissero in campagna. Un giorno la nonna mi portò al campo di grano e vidi per la prima volta una mietitrebbiatrice . Macchina mostruosa negli occhi di una bimba di 6 anni . Ne rimasi affascinata e osservò con bocca aperta come le balle di fieno uscivano dalla macchina.

zondag 21 augustus 2011

I limoni

foto mawi 8/2011

I limoni    (E.Montale)
      
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni. discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra.
qui tocca a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara - avara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

tratto da Ossi di seppia -Eugenio Montale
isbn 9788804492696



Un gelato al limone - Paolo Conte

vrijdag 29 juli 2011

Vacanze tanto desiderate

foto dello zio Roger 6/2011



"A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco."

Michel de Montaigne

zondag 24 juli 2011

Parole parole parole che soffiano nel vento

" Logos significa parola, discorso, lingua, racconto. Si connette al verbo lego, che indica le azioni del raccontare, del parlare; ma anche , già in Omero, del mettere insieme, del raccogliere, del disporre le cose l'una accanto all'altra secondo un ordine razionale, dello scegliere con attenzione. Nella letteratura filosofica greca il significato di logos si allarga a indicare le parole che distinguono le cose tra loro, i rapporti esistenti fra le cose.
Ma è anche la frase costruita nel rispetto dell'ordine e della ratio grammaticale , una struttura coerente del pensiero in cui l'ordine delle parole rispecchia l'ordine delle cose . Secondo Aristotele, il logos è proprio dell'essere umano, perché solo l'essere umano parla e capisce .
Il logos - la parola , il pensiero, la capacità di scegliere, l'abilità di raccontare - distingue l'uomo da tutte le altre creature viventi. "

tratto da 'La manomissione delle parole' di Gianrico Carofiglio
p.60, ed. Rizzoli  - ISBN 9788817043687

Ne ho già parlato / scritto in un mio vecchio post qui . Questo libro di Carofiglio mi è piaciuto .
Un saggio(*) interessante su uso, abuso , manipolazione , significato delle parole , sullo scomporre e ricomporre le parole e il loro significato , parole come vergogna,giustizia,ribellione, bellezza, scelta. 
Tanti i riferimenti all'attualità politica italiana, ma per fortuna non si limita a questo .
Tanti le citazioni , dai classici della letterature alle parole di Obama e Dylan.   
Un libro che offre diversi spunti per aprire un dialogo , una conversazione , uno scambiare di idee, pensieri , opinioni .
(*) Forse non proprio un vero saggio, piuttosto uno sperimento , un gioco come ha detto lo scrittore .





Parole, parole, parole , tante domande, poche risposte
'La risposta soffia nel vento ' come cantavano Joan Baez e Bob Dylan
blowin' in the wind  versione acustica di Bruce Springsteen

zondag 17 juli 2011

mosselen - friet oppure un famoso piatto della cucina belga


Ogni anno, inizio luglio, tanti appassionati  delle cozze - mosselen - moules non vedono l'ora che comincia la nuova stagione .  Mosselen - friet /  moules-frites è uno dei piatti più tipici delle nostre regioni ed è il piatto preferito di tanti belgi , che siano fiamminghi, valloni o bruxellesi .
Le cozze vengono  però dall'Olanda . Le più grandi coltivazioni si trovano in Zweews-Vlaanderen , una provincia dei Paesi Bassi confinante con il Belgio.
Varie sono le preparazioni : 'nature' , al vino bianco, con panna, al dragoncello, alla birra , alla provenzale , ... insomma secondo l'ispirazione del cuoco.
A me piace però la versione più semplice : 'mosselen natuur'
Ricetta semplicissima : in una pentola si fa rosolare della cipolla e del sedano in un po' di burro o olio , aggiungere le cozze , una foglia di lauro e un po' di pepe . Far cuocere per una decina di minuti finché le cozze non si siano appena aperte, scuotendo la casseruola di tanto in tanto e ...pronto !
E non dimenticare la salsina : si diluisce della maionese con un po' di acqua di cottura delle cozze , aggiungendo eventualmente un po' di senape e/o panna di cucina.
Da mangiare con le patatine fritte 'fatte in casa' .
La tradizione in Belgio consiglia  come bevanda una bella birra bionda  .
Io , però, preferisco un vino bianco fresco e leggero , tipo sauvignon blanc o un Muscadet-sur-lie .
Buon appetito !

Pare che fosse anche il piatto preferito di Jacques Brel .
platprefere jacques-brel
A Gent ( Gand ) nel museo SMAK si trova 'De grote mosselpot '-'Grande Casserole de Moules ', un'opera dell'artista belga di arte concettuale Marcel Broothaers (1924-1976)http://nl.wikipedia.org/wiki/Marcel_Broodthaers

woensdag 13 juli 2011

Il buratto

foto Lisiane 5/2011 Badia a Coltibuono

Durante la nostra visita alla Badia a Coltibuono ( Gaiole in Chianti - Toscana ) 
 la simpatica guida ci ha mostrato
questo vecchio attrezzo agricolo : il buratto .
La parola viene anche usata nel dialetto toscano per indicare
una persona  che parla a raffica .
Il rumore del buratto in azione assomiglia effettivamente  
al ciarlare , al chiacchierare senza fermarsi di una persona .


La definizione sul dizionario Treccani :
*Macchina usata per separare la farina dalla crusca, che può avere forma di cilindro ricoperto di tele di varia fittezza, oppure di staccio piano dotato di moto oscillante.*

*fig., tosc. Di persona che ciarla senza tregua: essere, parere un b.; avere in corpo un buratto.*

Non sapevo che fosse anche  il simbolo dell’Accademia della Crusca

*È il simbolo dell’Accademia della Crusca (all’epoca della fondazione di questa, chiamato peraltro frullone); quindi, per metonimia scherz., l’opera di vaglio linguistico ch’essa compiva: le belle frasi passate dal b. (Giusti).*

http://www.treccani.it/vocabolario/buratto/

http://www.coltibuono.com/

http://www.accademiadellacrusca.it/